Primo Soccorso e Informazioni

Un servizio che ti permette di risolvere dubbi e preoccupazioni sulla salute tua e dei tuoi familiari.
Non sostituisce in nessun caso il parere del medico e non è un’alternativa al servizio pubblico del SSN, ma viene in tuo supporto quando questo non è disponibile con l’obiettivo di rafforzare la medicina di base in maniera facile e accessibile per tutti, in accordo con le Linee di Indirizzo Nazionali in materia di Telemedicina.

Fonti e approfondimenti:

Ministero della Salute – https://www.salute.gov.it/

Società Italiana Pediatria – https://sip.it/

 lo sport fa bene:

Fino a 5 anni: 

favorire l’attività motoria , soprattutto all’aria aperta, dando il buon esempio e incoraggiando i bambini con varie attività ( soffiare bolle di sapone, giocare a guardia e ladri, ruba bandiera  per migliorare la capacità polmonare; il salto con la corda irrobustisce l’arco plantare ed aiuta a correggere il piede piatto; il triciclo corregge il ginocchio valgo; la danza e la ginnastica artistica possono aiutare la gestualità corporea e l’orientamento spaziale. E’ consigliabile una attività motoria per almeno 30 minuti al giorno.

Alle “Elementari”:

lo sport è soprattutto gioco ed è bene che ci sia possibilità di sperimentare vari sport ed accrescere il proprio bagaglio neuro-psicomotorio. E’ importante far sempre “provare” prima della scelta.

Alle “Medie”:

optare per uno sport in cui ci si riconosca come gruppo e ci si possa mettere alla prova.

In base al carattere del bambino si potrebbe consigliare

Lo sport migliora anche il rendimento scolastico

  1. facilita la crescita cognitiva passando dall’intelligenza sensomotoria a quella ideomotoria
  2. migliora l’autostima
  3. si esercita la memoria
  4. si sviluppa l’attidudine alla concentrazione
  5. si aumenta il controllo delle emozioni
  6. si migliorano le capacità di attenzione
  7. si fanno meno assenze per malattia                                                                             

I diritti dello sportivo

Ecco una piccola tabella degli sport più diffusi

Per la compilazione dei consigli ci siamo avvalsi del libro : Lo sport che fa bene al tuo bambino di Carlo Napolitano

Da alcuni mesi, anche da noi, è in corso una epidemia infettiva da Streptococco beta emolitico di Gruppo A. Questo germe è un batterio responsabile di faringotonsillite acuta, scarlattina  ed altre malattie.

Quando rivolgersi  al proprio  Pediatra?

Se il bambino ha questi sintomi:   febbre, “mal di gola”, ingrossamento dei linfonodi del collo, difficoltà ad ingoiare.

Quando eseguire un tampone faringeo?

E’ il Pediatra che decide l’esecuzione del tampone in caso di sospetto clinico.

Quando non eseguire il tampone faringeo?

a) al termine della terapia antibiotica,  che deve essere scrupolosamente effettuata secondo le indicazioni del Pediatra.

b) in caso di contatti( comunità scolastica, famiglia) in assenza dei sintomi sopra descritti

c) in caso di rinite, tosse, congiuntivite

Quando il bambino può rientrare a scuola?

Dopo 24-48 dall’inizio della terapia antibiotica il bambino non è più contagioso ma il rientro a scuola è subordinato al recupero del completo benessere.

Occorre il certificato medico per il rientro a scuola?

Solo in caso di scarlattina.

Indicazioni, divise per fascia di età dei vostri bambini. Leggetele, mettetele in pratica, e i media diventeranno vostri alleati nella crescita dei vostri figli e nell’aumento del loro benessere.

Estratto dal sito :  https://www.custodidigitali.it/

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                                         0 – 6 mesi 

 Guarda il tuo bambino

Non farti distrarre da messaggi o notifiche: quando il bambino è sveglio togli la suoneria al telefono-Cerca di usarlo quando il bambino dorme.

Allatta il tuo bambino senza schermi

l’allattamento è un momento fondamentale di relazione. Evita di usare schermi ( tv o smartphone). Non lo stai solo nutrendo , stai creando un legame fondamentale per il suo benessere.

Il pianto del bambino è un messaggio per te.

Impara a capire ed interpretare il pianto del tuo bambino, anche se a volte sarà faticoso. Ricorda che utilizzare lo smartphone per distrarre il bambino non aiuta ye e soprattutto non aiuta il tuo bambino ad autoregolarsi. Lo schermo ipnotizza il suo sguardo , non lo farà stare meglio.

Resta connesso e social

Continua ad utilizzare internet ed i social media, ma lontano dallo sguardo del bambino.Quando condividi le foto di minori sui social ricorda di rispettare la loro privacy: dalla rete non si cancella nulla

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                                             6-12 mesi

MANGIARE È UNA SCOPERTA CONTINUA

Ogni volta che metti il tuo bambino davanti ad uno schermo gli impedisci di muoversi: quindi di imparare qualcosa.
Lascia al bambino la libertà di muoversi e di giocare e sperimentare, sempre sotto il tuo sguardo. Incoraggia la sua curiosità verso gli oggetti e strumenti che producono suoni.

IL TUO BAMBINO IMPARA MUOVENDOSI

Il bambino si muove e impara a stare seduto senza appoggio: lascia al bambino la libertà di muoversi ed esplorare, di afferrare oggetti, sempre sotto il tuo sguardo. Visto che l’intelligenza si sviluppa con il movimento evita di mettergli davanti uno schermo appena riesce a stare seduto. Osserva cosa fa con gli oggetti, come si rapporta con il mondo e che tipo di interesse manifesta

AIUTA IL TUO BAMBINO AD AUTOREGOLARSI

Non avere paura del pianto del bambino, anche se in certi momenti ti provoca ansia e dubbi, e resisti alla tentazione di mettergli davanti uno schermo per farlo smettere di piangere.
Tre cose aiutano il bambino: la voce, il contatto fisico, il movimento. In questo modo può essere consolato un bambino.

FUORI CASA GUARDA IL MONDO

Quando porti il tuo bambino a fare un giro con il passeggino, digli di guardare tutto quello che ha intorno a sé. Porta un oggetto che possa mordere o un piccolo libro che possa tenere in mano, ma non dagli in mano uno schermo. Quando puoi, racconta quello che sta vedendo.

LEGGI E RACCONTA STORIE

La voce (della mamma e del papà) è un calmante naturare e le storie hanno sempre un potere magico. Per i video ci sarà tempo. Cantare per il bambino: la musica è sempre un dono!

         

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                                             1- 3 anni  

IL MOVIMENTO SVILUPPA IL CERVELLO

Ogni volta che metti il tuo bambino davanti ad uno schermo gli impedisci di muoversi: quindi di imparare qualcosa.
Lascia al bambino la libertà di muoversi e di giocare e sperimentare, sempre sotto il tuo sguardo. Incoraggia la sua curiosità verso gli oggetti e strumenti che producono suoni.

A TAVOLA SI STA INSIEME E SI PARLA

Durante i pasti gli schermi restano spenti, compresi i telefoni di mamma e papà e la tv.

ARRIVANO I PRIMI VIDEO E CARTONI ANIMATI

Dai due anni puoi introdurre i primi cartoni animati: guarda sempre in anticipo di programmi e fai attenzione alle indicazioni di età.

ASCOLTA MUSICA

Ascolta musica e canta insieme al tuo bambino. Cogli ogni occasione di partecipazione ad eventi di musica dal vivo.

LEGGI AL TUO BAMBINO

Le storie lette dalla voce del genitore hanno una magia diversa rispetto ai video, alla tv o alle voci artificiali
degli assistenti vocali.

PROTEGGI IL SONNO DEL TUO BAMBINO

Tv e tablet restano fuori della cameretta del bambino:
dormire bene è fondamentale per il suo benessere,
almeno 10/12 ore per notte.

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                                           3 – 6 anni               

           

GLI SCHERMI POSSONO ASPETTARE

In questa fase è fondamentale il gioco e la sperimentazione diretta. Se decidi di usare un tablet limita il tempo e scegli bene i contenuti. Non usarlo durante i pasti.

DECIDI I TEMPI DI UTILIZZO

Video, tv e schermi devono avere dei tempi stabiliti da mamma e papà – anche diversi durante la settimana e nel fine settimana – e non devono superare 2 ore al giorno.

A TAVOLA SI STA INSIEME

Durante i pasti gli schermi restano spenti, compresi i telefoni di mamma e papà e la tv. Il cibo non è solo nutrimento, è relazione e intimità.

CHIEDI CHE COSA HA VISTO

Chiedi sempre al tuo bambino di raccontarti quello che ha visto: lo aiuterai a capire meglio e anche tu potrai comprendere quello che ha capito del video e della storia che ha visto.

RISPETTA LE ETÀ CONSIGLIATE

Cartoni animati e programmi televisivi hanno indicazioni di età e anche le app e app e i videogiochi (lo standard PEGI).

QUANDO USI I MEDIA, FALLO CON CREATIVITÀ

Lo smartphone è un registratore, una macchina fotografica, una videocamera. Lo puoi usare come strumento per fare cose bellissime insieme al tuo bambino (come si usano carta e colori per fare disegni o forme). Ascolta musica e canta insieme al tuo bambino.

CONTINUA A LEGGERE AL TUO BAMBINO

Le storie lette dalla voce di mamma e papà hanno una magia diversa rispetto ai video, alla tv o alle voci artificiali degli assistenti vocali.

PROTEGGI IL SONNO DEL TUO BAMBINO

Tv e tablet restano fuori della cameretta del tuo bambino. Dormire bene è fondamentale per il suo benessere, almeno 10 ore ogni notte.

       

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                                            6-10 anni         

LO SMARTPHONE NON È OBBLIGATORIO

I bambini a questa età hanno sempre un adulto vicino; non serve loro uno smartphone né per la sicurezza né
per stare con i loro amici. Meglio più avanti.
Sui tuoi dispositivi metti una password.

I VIDEOGIOCHI NON SONO TUTTI UGUALI

Molto spesso i videogiochi “popolari” tra i bambini non hanno contenuti adatti alla loro età. Controlla lo standard PEGI e chiedi al tuo pediatra l’elenco dei videogiochi adatti alle diverse età.

INTERNET È FATTO PER GLI ADULTI

Se non vuoi che tuo figlio veda contenuti pornografici o violenti, devi sempre controllare e sapere quando va su internet. Metti un parental control sui dispositivi digitali e chiedi la relativa scheda al pediatra.

USA I MEDIA CON CREATIVITÀ

Lo smartphone è un registratore, una macchina fotografica, una videocamera. Lo puoi usare come strumento per fare cose bellissime insieme al tuo bambino, come si usano carta e colori per fare disegni o forme.

CHIEDI CHE COSA HA VISTO

Chiedi sempre al tuo bambino di raccontarti quello che ha visto: lo aiuterai a capire meglio e anche tu potrai comprendere quello che ha capito del video e della storia che ha visto.

PROTEGGI IL SONNO DEL TUO BAMBINO

Lascia tv, smartphone e video fuori della stanza da letto del bambino. Ricorda che almeno 9/10 ore di sonno sono fondamentali per il suo benessere

 

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                                         11 – 14  anni   

 

DECIDI INSIEME LE REGOLE DI UTILIZZO

Metti delle regole chiare per l’utilizzo dello smartphone e dei Social Media. Chiedi al tuo pediatra “il contratto” per l’utilizzo dello smartphone che può essere un buon punto di partenza.

LO SMARTPHONE DEVE STARE FUORI DELLA CAMERA DA LETTO

Decidi un posto della casa dove mettere i dispositivi prima di andare a dormire e dai l’esempio mettendo anche il tuo. Torna ad utilizzare la buona vecchia sveglia. Dare il buon esempio è fondamentale.

TRASPARENTE FINO A 14 ANNI

La password di qualsiasi dispositivo deve essere comunicata ai genitori che hanno l’obbligo legale di controllare i social media e le attività online. L’obbligo del controllo prevale sulla privacy.

CONTROLLA SOCIAL, APP E VIDEOGIOCHI

Una foto sui social, anche mandata per scherzo, in un solo giorno può raggiungere migliaia di persone. Se fosse quella di tuo figlio o di tua figlia vorresti averla fermata in tempo. Metti la regola che videogiochi e app si scaricano assieme.

CHIEDI QUELLO CHE SUCCEDE ON LINE

Quello che avviene sui social e in rete è importante
per tuo figlio tanto quanto un’esperienza reale.
Quindi interessati sempre di quello che fa on line e lo coinvolge, videogiochi e social media compresi.

           

                                                                                                                                             

 

Ecco le regole da appendere nella camera dei papà

  1. Smettiamo di riempire di regali i nostri figli. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia.
  2. Quello che conta è l’intensità, ma non trascuriamo anche la quantità di tempo passato con i bambini. La prima mezz’ora del rientro a casa dal lavoro è fondamentale. Deve essere dedicata al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati.
  3. I giochi più educativi sono quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: basterebbero due pezzi di legno ma i genitori ormai non sanno più inventare. I giochi complicati e tecnologici non possono essere definiti “giochi”.
  4. Dai tre ai cinque anni è bene avviare i bimbi ai lavoretti di casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro, attaccare un bottone, piantare un chiodo, pulire un’aiuola.
  5. Sport: prima di tutto deve essere vostro figlio a desiderarlo. Meglio in gruppo, facendogli capire che agonismo significa emergere con fatica e non solo diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione, tanto beneficio fisico. Tenete sempre in evidenza le due tipologie: sport di squadra e sport individuale.
  6. Va incoraggiata la cultura artistica, abituando i bambini al bello. Teatro, musica, arti visive regalano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più.
  7. Mettiamo un salvadanaio sulla credenza della cucina. Ogni giorno facciamo inserire alcuni soldini per sostenere le famiglie povere e i bambini orfani.
  8. Fate imparare ai bambini, fin dai primi anni, nel modo più simpatico e meno scolastico possibile, una lingua. Servirà loro per girare e per scoprire precocemente le tradizioni, le abitudini, le culture e le storie del resto del mondo.
  9. Usate una settimana di ferie per vivere insieme un’avventura forte, scioccante, affascinante, rischiosa, internazionale (appena si potrà fare).
  10. Insistiamo in tutti i modi perché gli orari di lavoro siano elastici sia per i genitori che hanno bambini piccoli in casa e sia per i genitori che hanno adolescenti più o meno problematici. La presenza dei genitori in questi due periodi è più che mai invocata.

Tratto da “Diamo Gambe al cervello” di don Antonio Mazzi Edizioni Sanpino, 2023

Uno dei momenti più attesi ed emozionanti per i neo genitori è quando il loro bambino comincia a muovere i primi passi. Spesso, però, questa fase è accompagnata da dubbi e preoccupazioni. Piedi piatti, gambe a X (ginocchio valgo) o gambe “da fantino” (ginocchio varo) sono visti come difetti, quando invece rappresentano una fase normale dello sviluppo fisiologico di ogni bambino. La valutazione completa del neonato nei suoi primi giorni di vita e l’esecuzione di un’ecografia delle anche  consentono di tranquillizzare mamme e papà e di diagnosticare precocemente eventuali patologie.

LE ANCHE

Ecografia alle anche: perché e quando va eseguita

L’ecografia alle anche è un esame molto importante, perché permette di diagnosticare e trattare precocemente la displasia evolutiva dell’anca, più nota come lussazione dell’anca. Si tratta di un’anomalia dell’articolazione coxofemorale che, se non curata, può compromettere la corretta deambulazione futura del neonato.

L’indicazione attuale è quella di effettuare l’ecografia  non solo ai pazienti  a cui fosse diagnosticata la presunta lussazione dell’anca,  dalla cosiddetta manovra di Ortolani-Barlow, una prova fatta dal neonatologo nei primi giorni di vita del bambino, ma a tutti . Anche se non rientra nello screening neonatale obbligatorio, il consiglio è di fare sempre l’ecografia delle anche il prima possibile, quando il processo di ossificazione della testa femorale non è ancora completato.

SCREENING ECOGRAFICO

 ANCHE A RISCHIO: alla nascita

 IL RESTO: a 4-6 settimane perché:

– si riducono a quest’età i controlli ecografici ed i trattamenti superflui

– in assenza di segni clinici e di fattori di rischio può comunque esserci displasia

– in caso di displasia grave si può comunque ancora attuare un trattamento precoce, in un’età in   cui il potenziale di guarigione dell’anca è ancora molto elevato

 I PIEDI

Quali alterazioni sono da considerare evoluzioni fisiologiche del bambino?

Nel bambino il piede piatto è un fattore quasi sempre fisiologico. Durante lo sviluppo la sua conformazione si modifica e intorno ai dieci-dodici anni diventerà quella definitiva. Quando il bambino inizia a camminare si noteranno le ginocchia in fuori o “da fantino” (ginocchio varo) che, verso i due-tre anni, diventeranno a X (ginocchio valgo). Intorno ai cinque anni le ginocchia si raddrizzeranno e assumeranno la forma definitiva dell’adulto.

A piedi nudi o con scarpe “rinforzate”?

Camminare a piedi nudi in casa fa bene soprattutto ai bambini molto piccoli, poiché stimola le articolazioni del piede e lo sviluppo osseo e il piccolo impara a mantenere l’equilibrio su terreni lisci. Gli effetti maggiori per il piede si ottengono camminando su terreni sconnessi come la spiaggia del mare, vera e propria ginnastica plantare contro il piattismo.

LA CALZATURA DEL BAMBINO

Componenti della scarpa:

Le principali componenti della calzatura sono la parte superiore, la suola, la parte esterna ed il retropiede.

La parte superiore della scarpa copre il dorso e le parti laterali del piede ed è attaccata alla suola. La sue principali componenti sono la tomaia, il quarto, la zona dei lacci, la linguetta, la gola, la zona di contenzione del calcagno e quella delle dita.

La scarpa del bambino che inizia a camminare

Un bambino con un piede normale non necessita di calzatura finché non incomincia a camminare. Fino a tale momento è sufficiente una calzatura che mantenga caldo il piede.

La calzatura del bambino che incomincia la deambulazione dovrebbe rispettare i seguenti criteri:

  1. la suola deve essere flessibile (né troppo rigida né troppo morbida) in modo tale da permettere un passo sicuro, favorire la stabilità e la spinta durante il cammino.
  2. la parte superiore della scarpa (tomaia) deve essere soffice e flessibile in modo tale da assecondare i movimenti del piede e così da evitare irritazioni a carico della delicata pelle del piede del bambino.
  3. la zona delle dita dei piedi deve essere sufficientemente capiente in modo da permettere i movimenti delle dita stesse .Questo va verificato con il bambino in piedi, lo spazio per le dita deve esserci sopra e davanti.
  4. la calzatura deve essere sufficientemente alta da riuscire a dare stabilità alla caviglia
  5. i fori per i lacci devono essere numerosi perché questo aumenta la stabilità del piede nella scarpa
  6. la linguetta deve essere soffice.
  7. il plantare deve avere un normale, soffice sostegno della volta (NON PLANTARI CORRETTIVI).
  8. il tacco deve essere di altezza media .

Attenzione deve essere posta nel mettere le scarpe al bambino. Spesso i bambini riescono a sopportare anche grossi disagi e mentre infilano le scarpe sovente piegano le dita o mettono il piede in modo inappropriato.

I genitori possono controllare se le scarpe vengono indossate nel modo giusto; un metodo consiste nel togliere ,una volta a casa, rapidamente le scarpe e le calze ed osservare se ci sono segni di irritazione o arrossamento a livello delle dita e del piede.

Attenzione anche ad evitare pieghe delle calze e pinzettamenti della pelle a livello della linguetta della scarpa.

I lacci devono essere posti in una giusta tensione partendo dal basso e venendo verso l’alto, tirando gradatamente e progressivamente.

Quando non usate, le scarpe dovrebbero essere conservate con le apposite forme o con pezzi di carta in modo tale da mantenere la struttura per lungo tempo.

Una calzatura che provoca irritazioni e dolori a carico del piede deve essere immediatamente eliminata perché la pelle del piede del bambino è particolarmente delicata e guarisce con difficoltà ed inoltre influisce negativamente sul futuro atteggiamento del bambino nei confronti delle calzature.

TUTTE LE CALZATURE CORRETTIVE NON DEVONO VENIRE UTILIZZATE FINO A CHE IL BAMBINO NON CAMMINA CON SUFFICIENTE SICUREZZA (IN MEDIA CIRCA 4 MESI DALL’ INIZIO DELLA DEAMBULAZIONE) E ANCHE DOPO TALE PERIODO SOLO SU PRECISA PRESCRIZIONE DA PARTE DEL MEDICO SPECIALISTA.

Attenzione va posta alla crescita del piede e di conseguenza al cambio di misura della calzatura, proponiamo la seguente tabella indicata dalla Società Ortopedica Americana del Piede

ETA’ DEL BAM­BINO (IN MESI)     *           FREQUENZA CONSIGLIATA DI CONTROLLO

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12-17………………………………………………………………..OGNI 2 MESI

18-29………………………………………………………………..OGNI 3 MESI

30-47………………………………………………………………..OGNI 4 MESI

48-71………………………………………………………………..OGNI 6 MESI

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Un consiglio molto importante: evitate di far indossare a vostro figlio calzature già utilizzate da fratelli o cuginetti, innanzitutto perché la scarpa deve essere personale e adatta alla conformazione del piede; inoltre, quella già usata è deformata e, quindi, potrebbe portare a una postura e a una camminata non corretta.

LA CALZATURA PER IL BAMBINO IN ETA’ SCOLARE

Quando il bambino raggiunge l’età per andare a scuola vari fattori possono creare dei problemi:

dai 6 ai 9 anni il bambino entra in un periodo di crescita molto importante e le scarpe possono diventare rapidamente strette.

in questa fase della sua vita viene in contatto con altri suoi coetanei ed inoltre prende progressivamente coscienza dei suoi gusti ed incomincia a desiderare le scarpe che ha visto ai suoi amici/amiche.

Le scarpe in età scolare dovrebbero essere robuste ma con una suola flessibile, sufficientemente comode, preferibilmente allacciate, con lunghi lacci, con una zona per le dita ampia.

E’ questa l’età in cui nasce il desiderio di possedere più di un paio di scarpe al fine di soddisfare esigenze estetiche ,di gusto personale e/o sportive.

Non è consigliabile proibire quelle che sono delle giuste aspirazioni dei ragazzi, ma è meglio limitare l’uso di queste calzature al loro utilizzo specifico (ad esempio scarpe da pallacanestro solo nelle ore della effettiva pratica della disciplina sportiva).

Le buone scarpe non devono necessariamente essere costose.

IL PIEDE PIATTO: MA E’ PROPRIO UNA PATOLOGIA DA TRATTARE ?

Incominciamo a “smontare”